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Beneficiario coordinatore

Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano

È stato istituito con decreto presidenziale il 21 maggio 2001. Si estende su 26.140 ettari e comprende territori di due regioni amministrative (Toscana ed Emilia-Romagna), 4 amministrazioni provinciali e 14 comuni. Comprende quattro riserve naturali statali e 16 siti Natura 2000.

Gli scopi principali del Parco Nazionale sono la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale, la conservazione e ricostruzione degli equilibri idrogeologici e la promozione delle attività socioeconomiche locali.

Fin dalla sua istituzione, il Parco ha realizzato progetti che miravano alla conservazione e al ripristino di specie e ecosistemi vegetali, alla conservazione dei paesaggi, alla promozione dell’educazione e della formazione ambientale, nonché alle attività ricreative a basso impatto ambientale.

Inoltre, il Parco ha promosso la conservazione e la valorizzazione delle attività tradizionali, come espressione di identità culturale per le comunità locali. Il personale tecnico e amministrativo del parco ha acquisito esperienza specifica nella gestione (gestione tecnica e amministrativa) e nel coordinamento delle azioni di progetti multi-partner, finanziati sia da strumenti finanziari europei (LIFE, Italia-Francia Po-Maritime, Interreg, PSR, POR-FERS) e nazionali (fondi straordinari del Ministero dell’Ambiente, fondi regionali e fondi di bilancio del parco).

Nel periodo tra il 2008 e il 2018, il Parco Nazionale è stato il beneficiario coordinatore di n. 2 progetti LIFE natura e partner associato di altri 4 progetti LIFE natura. In precedenza, un membro dello staff ha assunto il ruolo di project manager per altri 2 progetti LIFE NATURA.

Beneficiari associati

Consorzio di Bonifica di Piacenza

Il Consorzio di Bonifica di Piacenza è un’organizzazione di diritto pubblico gestita dai membri del Consorzio, che coordina opere pubbliche e private dedicate al drenaggio, all’irrigazione, al controllo delle inondazioni, alla difesa del suolo, alla protezione delle acque e dell’ambiente.

È un sistema di sicurezza idraulica integrato a difesa della città, della campagna, delle aree di produzione, che contrasta gli effetti della crescente urbanizzazione. Missione:

  • La fornitura, la distribuzione e l’uso razionale dell’acqua per l’irrigazione, altri scopi produttivi e fattori ambientali che portano al ritorno del bene e sono compatibili con gli usi successivi in ​​conformità con le leggi nazionali e regionali
  • la manutenzione delle sponde e il recupero delle aree franose, con opere pubbliche e private
  • Il controllo idraulico dei territori di pianura, la protezione dall’instabilità idrogeologica nell’area montana e collinare, al fine di ridurre il rischio di alluvione per le proprietà e salvaguardare l’integrità dell’ambiente, attraverso la rete di canali e altre opere di drenaggio.

Il Consorzio in cifre:

  • 48 Comuni nella provincia di Piacenza
  • 7 Comuni nella provincia di Pavia
  • Area di 6.000 km² di cui: 3.500 km² di montagna, 1.250 km² di collina, 1.250 km² di pianura
  • Una rete di 2.600 km di scarichi
  • 2 dighe
  • 5 pompe di drenaggio
  • 2 impianti di sollevamento dal fiume Po per l’irrigazione
  • 1 bacino di straripamento
  • 60 acquedotti rurali
  • 125 km di strade rurali In CBPC esistenti professionisti interni dedicati alla pianificazione europea.

Consorzio di Bonifica di Piacenza

Costa Edutainment

Costa Edutainment si propone di rispondere alla crescente domanda di un uso qualitativo del tempo libero, coniugando cultura, scienza, educazione, spettacolo, emozione e divertimento in esperienze uniche e significative..Tra le 12 strutture gestite da Costa Edutainment, c’è l’Acquario di Genova (www.acquariodigenova.it) che rappresenta uno straordinario centro scientifico ed educativo e una delle principali località culturali visitate in Italia.

La sua missione è sensibilizzare l’opinione pubblica sulla conservazione degli habitat acquatici naturali attraverso attività educative e scientifiche e promuovere cambiamenti comportamentali positivi per la salvaguardia dell’ambiente. L’acquario svolgono un ruolo rilevante nel diffondere la conoscenza scientifica al pubblico a molti livelli, utilizzando messaggi e attività dedicati e coinvolgendo direttamente circa 1.100.000 visitatori all’anno (compresi gli studenti) e milioni di contatti attraverso il sito web istituzionale.

Anche le attività di ricerca scientifica e conservazione in situ sono fondamentali. Esse vengono condotte in collaborazione con altre istituzioni o enti di ricerca, e hanno contribuito alla conoscenza dello stato delle specie acquatiche, sviluppato nuove tecniche di ricerca non invasive e supportato le azioni per promuovere la creazione di aree per la protezione delle specie in pericolo.

Una partecipazione molto attiva a queste attività all’interno della comunità scientifica, in contatto con le autorità internazionali e le organizzazioni sovranazionali, è fondamentale per stimolare l’attuazione delle politiche di governance per proteggere le specie in pericolo. L’acquario è anche molto attivo nella diffusione dei risultati delle attività di ricerca e monitoraggio, per promuovere la partecipazione attiva del grande pubblico.

Ente di Gestione per I Parchi e la Biodiversità Emilia occidentale

Nel 2011 la Regione Emilia-Romagna ha organizzato il Sistema regionale di aree naturali protette, suddividendo il territorio in cinque principali aree geografiche.

L’autorità di gestione per i parchi e la biodiversità dell’Emilia occidentale (EGPB) è la struttura che governa 5 parchi (Parco Boschi di Carrega, Parco Fluviale del Taro, Parco delle Valli del Cedra e del Parma, Parco dello Stirone e del Piacenziano e Parco Fluviale del Trebbia) e 4 riserve naturali (Monte Prinzera, Morta di Parma, Bosco dei Ghirardi e Torrile-Trecasali) nelle province di Parma e Piacenza.

Il GEPB gestisce anche siti Natura 2000 all’interno di aree protette: 6 SIC / ZPS (Basso Trebbia – IT4010016, Fiume Po da Rio Boriacco a Bosco Ospizio – IT4010018, Area delle Risorgive di Viarolo, Bacini di Torrile, Fascia golenale del Po – IT 4020017, Crinale dell’Appennino Parmense – IT 4020020, Medio Taro – IT 4020021, Parma Morta – IT 4020025), 5 SIC (Castell’Arquato-Lugagnano Val d’Arda – IT 4010008, Boschi di Carrega – IT 4020001, Torrente Stirone – IT 4020003 , Monte Prinzera – IT 4020006, Boschi dei Ghirardi – IT 4020026).

Il GECT ha acquisito il personale di tutte le aree protette (circa 28 persone, impiegati tecnici e amministrativi) e le ha organizzate in cinque aree, in base alle competenze: Area Affari istituzionali, comunicazione e marketing, Area Lavori pubblici e pianificazione dell’uso del territorio, Area di gestione della fauna selvatica e Guardia di sicurezza, servizi di stoccaggio, ricerca e monitoraggio, educazione alla sostenibilità.

L’esperienza acquisita dal personale in oltre venti anni di gestione di parchi e riserve regionali nei settori della conservazione della biodiversità, dell’educazione ambientale e della promozione di una politica sostenibile garantisce che il GEPB abbia la preparazione e l’esperienza necessarie per affrontare progetti complessi con caratteristiche trasversali.

Ente di Gestione per I Parchi e la Biodiversità Emilia occidentale

Comune di Fontanigorda

Fontanigorda è un comune montano situato a 810 m sopra il livello medio del mare. Sorge sul versante padovano dell’Appennino Ligure in Alta Val Trebbia. Fontanigorda conta attualmente 265 residenti, in calo rispetto ai quasi 2000 nei primi anni del 1900.

Lo spopolamento, come in tutti i tratti più alti della Val Trebbia, è causato dall’emigrazione verso le aree urbane. Il territorio comunale, compresa un’estensione di circa 16 km2, si trova sulla riva destra del fiume Trebbia. Occupa gran parte di questa sponda dalla dorsale che separa l’adiacente Val d’Aveto, con picchi che superano i 1.400 m, sul fondovalle a circa 600 m.

Gran parte del territorio comunale è coperto dal SIC IT1331012 “Lago Marcotto-Roccabruna-Gifarco Lago della Nave”, caratterizzato da boschi, prati sommitali, piccoli affioramenti rocciosi e aree di zone umide in buone condizioni di conservazione.

Le zone umide (stagni e torbiere) sono di notevole interesse, poiché supportano specie a rischio di estinzione. Alcune di queste sono specie prioritarie per la 92/43 CEE, altre sono protette da altre direttive / convenzioni internazionali e altre ancora sono specie endemiche.

La presenza di substrati ofiolitici crea condizioni adatte ad alcuni habitat insoliti, che la Regione Liguria ha richiesto di essere inclusa in All.I della Direttiva CEE 92/43. Il territorio comunale di Fontanigorda è inoltre attraversato da alcuni affluenti del fiume Trebbia (i torrenti Pescia e Sermigliasca). I fianchi della valle presentano grandi castagneti e faggeti.

Il toponimo “Fontanigorda” proviene dall’abbondanza di acqua, che scorre costantemente dalle numerose fontane del villaggio. Questa abbondanza ha portato, in passato, all’installazione di impianti di acquacoltura (in particolare per i pesci), incluso uno attualmente di proprietà del Consiglio che ospiterà il centro di riproduzione.

Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

Nel 2011 la Regione Emilia-Romagna ha organizzato il Sistema regionale di aree naturali protette, suddividendo il territorio in cinque principali aree geografiche.

L’autorità di gestione per i parchi e la biodiversità dell’Emilia occidentale (EGPB) è la struttura che governa 5 parchi (Parco Boschi di Carrega, Parco Fluviale del Taro, Parco delle Valli del Cedra e del Parma, Parco dello Stirone e del Piacenziano e Parco Fluviale del Trebbia) e 4 riserve naturali (Monte Prinzera, Morta di Parma, Bosco dei Ghirardi e Torrile-Trecasali) nelle province di Parma e Piacenza.

Il GEPB gestisce anche siti Natura 2000 all’interno di aree protette: 6 SIC / ZPS (Basso Trebbia – IT4010016, Fiume Po da Rio Boriacco a Bosco Ospizio – IT4010018, Area delle Risorgive di Viarolo, Bacini di Torrile, Fascia golenale del Po – IT 4020017, Crinale dell’Appennino Parmense – IT 4020020, Medio Taro – IT 4020021, Parma Morta – IT 4020025), 5 SIC (Castell’Arquato-Lugagnano Val d’Arda – IT 4010008, Boschi di Carrega – IT 4020001, Torrente Stirone – IT 4020003 , Monte Prinzera – IT 4020006, Boschi dei Ghirardi – IT 4020026).

Il GECT ha acquisito il personale di tutte le aree protette (circa 28 persone, impiegati tecnici e amministrativi) e le ha organizzate in cinque aree, in base alle competenze: Area Affari istituzionali, comunicazione e marketing, Area Lavori pubblici e pianificazione dell’uso del territorio, Area di gestione della fauna selvatica e Guardia di sicurezza, servizi di stoccaggio, ricerca e monitoraggio, educazione alla sostenibilità.

>L’esperienza acquisita dal personale in oltre venti anni di gestione di parchi e riserve regionali nei settori della conservazione della biodiversità, dell’educazione ambientale e della promozione di una politica sostenibile garantisce che il GEPB abbia la preparazione e l’esperienza necessarie per affrontare progetti complessi con caratteristiche trasversali

Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

Comune di Ottone

Ottone si trova in Alta Val Trebbia, sull’Appennino Ligure (che comprende l’Appennino piacentino), lungo la Strada Statale 45 della Val Trebbia, a circa 70 km da Piacenza e circa 60 km da Genova; è, quindi, il comune emiliano più vicino al capoluogo ligure, oltre ad essere il più occidentale della regione.

Ottone confina anche con il comune di Zerba, uno dei due comuni dell’Emilia-Romagna al confine con la regione Piemonte.

Il territorio comunale oltre il paese si estende nell’alta Val Trebbia e parte nella Val Boreca, dove sono presenti diversi borghi sparsi molto popolati nei fine settimana e in estate.

Il paesaggio della valle Trebbia e del territorio comunale è coltivato fino alle altitudini dove i boschi ricoprono fitti pendii delle montagne. Il fiume Trebbia scorre attraverso la valle con numerosi meandri. Ad arricchire le acque della Trebbia, troviamo soprattutto, l’affluente Aveto, lungo il suo corso, che attira ogni estate numerosi bagnanti; è possibile praticare canoa, nuoto, pesca e altri sport.

Parco naturale Regionale dell’Antola

Il territorio del Parco Antola copre circa 4800 ettari e comprende (totalmente o parzialmente) 5 aree Natura2000, appartenenti all’area biogeografica continentale, ora designata come ZSC (zone speciali di conservazione), sulla base del decreto del ministero emesso il 13 ottobre 2016:

SAC IT1330905

SAC IT1330213

SAC IT1330925

SAC IT1331019

SAC IT1330223

I tipi di vegetazione è varia da quellaripariale e fluviale ai castagneti, lungo i pendii fino a 800 m, per lasciare il posto, oltre 800 m, sui pendii settentrionali, ai grandi boschi di faggi. Mentre le praterie dominano vicino alle creste.

Il parco si distingue per il numero di specie che compongono l’avifauna locale (oltre 40), mentre ci sono 780 specie di lepidotteri e insetti inventariati.

Il Parco Antola fa anche parte delle “Prime Butterfly Parks in Europe”, ovvero siti prioritari di conservazione delle farfalle, grazie alla presenza di molte falene, tra cui l’Euplagia quadripunctaria, una specie di importanza prioritaria.

L’elevata naturalezza gli ambienti e il limitato o assente intervento umano, è supportata dalla presenza di oltre 50 specie tra cui artopodi, anfibi, rettili, mammiferi e gli uccelli, considerati importanti e protetti in base ai regolamenti europei, definiti da standard data form dei ZSC.

La fauna fluviale è particolarmente ricca, grazie all’eccellente qualità dei corsi d’acqua, che assicura la presenza di pesci come Barbus plebejus e Telestes muticellus, 7 specie di anfibi e in particolare i gamberi di fiume Austropotamobius pallipes.

Quest’ultimo è diffuso in quasi tutti i corsi d’acqua del Parco e dei ZSC gestiti, con popolazioni in eccellente stato di conservazione, in particolare in Val Trebbia, dove le specie si trovano continuativamente lungo il ramo principale e in quelli secondari. Il distretto del parco è quindi un hot spot prioritario per la conservazione di questa specie nell’Appennino settentrionale

Parco naturale Regionale dell’Antola

Università Cattolica del Sacro Cuore

(UCSC) è la più grande istituzione accademica italiana, con 5 campus, 12 facoltà e oltre 40 mila studenti. La Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali ha il suo campus a Piacenza, nel Nord Italia ed è stata fondata nell’anno accademico 1952-53. All’interno dell’UCSC i centri di ricerca dell’istituto coinvolti nel progetto LIFE + CLAW sono:

1) Il Centro di Ricerca sulla Biodiversità e sul DNA antico (BioDNA), lanciato il 24 novembre 2009, è dedicato allo studio dell’evoluzione del genoma. La sua attività si concentra sullo studio della diversità genetica di piante, animali e microrganismi, attraverso l’analisi del loro DNA. Una comprensione più approfondita delle informazioni sul genoma consente una migliore caratterizzazione degli ecosistemi terrestri e acquatici, soggetti a disturbi antropogenici, l’ottimizzazione delle strategie di conservazione della biodiversità e uno sfruttamento più mirato delle specie animali importanti nel settore agroalimentare. Inoltre, l’analisi delle mutazioni nello spazio e nel tempo del DNA consentono la ricostruzione della storia evolutiva di quegli organismi che dal Neolitico hanno accompagnato le popolazioni umane durante le migrazioni, le guerre e le conquiste. Queste informazioni, insieme a prove archeologiche e archeobiologiche, contribuiscono alla conoscenza della storia antica dell’Uomo.

2) CRAST – Centro di Ricerca Analisi geoSpaziale e Telerilevamento, promuove l’uso di sistemi di informazione geografica e tecniche di telerilevamento nella ricerca e nell’insegnamento dell’analisi dei sistemi agricoli e nella gestione e pianificazione dello sviluppo rurale e sostenibile.

Particolare attenzione è rivolta al telerilevamento e all’analisi geospaziale degli agro-ecosistemi e ai processi che influenzano l’acqua del suolo e la vegetazione.

CRAST è un centro di ricerca che coinvolge le Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali e promuove un approccio multidisciplinare a questi temi attraverso la collaborazione degli istituti.

Università degli studi di Pavia

L’Università di Pavia, fondata nel 1361, ha 2 facoltà, 18 dipartimenti e 84 corsi di laurea; è un’università di ricerca, partecipa a progetti internazionali ed è fa parte di una rete delle maggiori università del mondo, promuove la ricerca interdisciplinare e interagisce con le imprese.

Il dipartimento di Scienze ambientali e della Terra è un riferimento scientifico, tecnico e culturale per tutti gli enti pubblici e privati ​​impegnati nella gestione e pianificazione ambientale, conservazione della biodiversità, ricerca, gestione e utilizzo delle risorse terrestri e del patrimonio culturale di rilevanza.

Una delle principali aree di ricerca riguarda gli ecosistemi di acqua dolce, in particolare l’ecologia e la conservazione dei gamberi e dei pesci nativi d’acqua dolce e lo studio di quelli esotici. Queste competenze hanno permesso di partecipare e attuare progetti di ricerca applicata.

Il Dipartimento di Scienze della terra e dell’ambiente, in qualità di consulente dei progetti LIFE Natura, è stato attivo nella conservazione, reintroduzione e monitoraggio di popolazioni di gamberi di nuova introduzione; ha sperimentato l’allevamento di gamberi di Austropotamobius pallipes e le metodologie di analisi ambientale.

Ha definito la distribuzione delle specie autoctone e ha anche condotto studi per il contenimento di specie alloctone, Procambarus clarkii e Pacifastacus leniusculus. Ha progettato il piano d’azione per la conservazione di A. pallipes, i testi di opuscoli e pannelli informativi, ha partecipato alla realizzazione dei progetti di educazione ambientale e formazione per gli operatori.

Università degli studi di Pavia